“Il mio anno preferito”

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Ho ritenuto doveroso utilizzare il primo spazio per consigliare un libro che ha avuto un’importanza fondamentale nello spingermi ad aprire questo blog. “Il mio anno preferito” raccoglie, a cura di Nick Hornby (“Febbre a 90°”, “Un ragazzo”, “Alta fedeltà”), tredici saggi in cui altrettanti scrittori trasmettono al lettore-tifoso le emozioni di quella che, per ciascuno di loro, è stata la stagione calcistica più difficilmente dimenticabile. Questa premessa non si risolve fortunatamente nell’incensazione delle grandi cavalcate di squadroni meravigliosi conclusesi con la conquista di ambitissimi trofei, ma lascia viceversa spazio alle gesta di squadre anti-eroiche, sconfitte o, nei migliori dei casi, autrici di imprese proporzionate alle proprie modeste ambizioni. Imprese che non faranno versare nemmeno una goccia di inchiostro alla storiografia calcistica, ma che hanno costituito una colonna portante nella vita calcistica – e spesso non solo – di chi ce le racconta. Il tutto attraverso ambientazioni impagabili che vanno dagli strapieni pub di Dublino nei quali Roddy Doyle segue alla televisione l’entusiasmante cammino della nazionale irlandese verso e a Italia ’90 ai fangosi campi delle divisioni minori scozzesi dove Harry Ritchie è testimone delle gesta dei Raith Rovers; dal bordo campo di Vicarage Road dove un giovanissimo Olly Wicken, nel suo ruolo di raccattapalle, dà il suo contributo al cammino del Watford alla casa d’infanzia di Giles Smith nell’Essex, da dove il piccolo tifoso del Chelsea, impossibilitato a raggiungere fisicamente lo Stamford Bridge, partecipa alla vita dei Blues attraverso i programmi ufficiali dei match che si fa spedire per posta direttamente da Londra. E così via. Persino il più noto Hornby tradisce per una volta il più quotato Arsenal e si concede una scappatella con il Cambridge United, squadra della città in cui all’epoca lavorava ed autrice, nella stagione 1983/84, di un record a suo modo memorabile.

Qualcuno potrebbe trovare di scarso interesse la condivisione di esperienze così soggettive come quella offerta da queste tredici pillole, ma difficilmente questo può valere per un vero tifoso. Difficilmente, e lo dico per esperienza personale, chi le ha provate sulla propria pelle può resistere al farsi travolgere dal turbine di emozioni ed atmosfere che scaturiscono da questa raccolta. E che, senza troppe pretese, mi piacerebbe fossero caratteristiche proprie anche di questo blog. Buona lettura.  

Nick Hornby (a cura di), Il mio anno preferito, Guanda, 2006.

“Il mio anno preferito”ultima modifica: 2007-11-08T10:10:00+00:00da axelfoley_83
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