Archibald Leitch: colui che disegnò il calcio inglese

Per quanto le nuove cattedrali del calcio inglese (su tutti l’Emirates Stadium dell’Arsenal) facciano proprie caratteristiche che sembrano portare ad un appiattimento su standard costruttivi in voga anche nel continente, quando si pensa al football britannico è difficile che una delle prime immagini a venire alla mente non sia quella di stadi costruiti come scatole riversate sul campo, con il fiato degli spettatori sulla linea laterale ed un muro umano a fare da sfondo alle azioni da gioco. Di certo quello che è più difficile venga in mente in questi frangenti è un pensiero a colui che ha dato il più importante contributo all’architettura degli stadi d’oltremanica.

 

Archibald Leitch nasce 142 anni fa a Glasgow ed ogni mattina, sulla strada per andare a scuola, passa accanto al Glasgow Green, luogo di ritrovo di un gruppo di giovani che si fanno chiamare “The Rangers” e che nel 1873 fondano una squadra di calcio (è superfluo specificare quale…). Forse è questo il motivo che spinge Archie a tifare per i Rangers pur essendo nato in un distretto – Camlachie – tradizionalmente feudo Celtic. O forse, considerando i singolari risvolti del derby di Glasgow, potrebbe essere stata la fede religiosa ad orientare quella calcistica, essendo Leitch di religione protestante.

 

f34d3fb927618914d074fcf0baeae03f.jpgI suoi primi lavori riguardano la progettazione di fabbriche nella sua città natale e proprio come architetto di fabbriche Archibald ama presentarsi, mettendo in secondo piano il lato della sua carriera destinato a consegnarne la memoria ai posteri. Paradossalmente però il suo primo progetto in ambito calcistico potrebbe segnarne un pensionamento anticipato; questo perché nel 1902 una gradinata dell’Ibrox Stadium dei Rangers (a sinistra), impianto dalla capacità di 80000 spettatori, crolla durante lo svolgimento del match tra Scozia ed Inghilterra e 26 persone muoiono, oltre alle 500 che vi restano ferite. Il fatto che già nel 1900 l’allora forte Sheffield United gli abbia affidato la progettazione del Bramall Lane concede probabilmente a Leitch il tempo per sfruttare la propria seconda occasione con i “grounds”. Non c’è dubbio che lo scozzese sfrutti al meglio questa chance visto che dopo l’esperienza di Sheffield, che al tempo può vantare una delle maggiori affluenze allo stadio in territorio extrametropolitano, fioccano per lui le commesse a sud del vallo di Adriano. 

7a6cd99e409a7c535eea863d41625c8d.jpgDall’Ayresome Park di Middlesbrough al Craven Cottage di Fulham, dallo Stamford Bridge ad Anfield, dall’Ewood Park di Blackburn al Goodison Park di Liverpool, dal White Hart Lane di Tottenham all’Old Trafford, dal Roker Park di Sunderland ad Highbury (a sinistra), dall’Hillsborough di Sheffield al Villa Park di Birmingham, al St. James’ Park di Newcastle e molti altri.

 

2f2ccad2695df188dcb67e1958ecf5b5.jpgLe caratteristiche che in questi anni giungono a distinguere la sua architettura sono diverse: dall’utilizzo del cemento armato ai tetti dalla tipica forma triangolare che arrivava fin sul terreno di gioco, dalla ricerca della funzionalità piuttosto che della piacevolezza estetica alla divisione degli spalti in quelli che oggi chiameremmo due “anelli”, dalle balaustre costituite da acciaio incrociato alla sistematica introduzione di elementi presi in prestito dall’edilizia industriale (come dimostra la copertura del vecchio Molineux di Wolverhampton, a destra). Nonostante questi e altri tratti distintivi della sua opera siano chiaramente visibili e nonostante continui a lavorare per i maggiori club britannici, quando giunge il momento della sua morte, nel 1939, non si può dire che Leitch abbia raggiunto la fama presso il popolo dei frequentatori di stadi. Per una sorta di legge del contrappasso, però, il suo lavoro sarà a tal punto apprezzato e duraturo che nel 1966, quando l’Inghilterra ospita – e poi vince – la Coppa del Mondo, sei degli otto impianti in cui disputano le partite sono opera sua.

 

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Come era stata aperta da quella di Glasgow del 1902, l’età d’oro delle opere di Archibald Leitch è chiusa da un’altra tragedia. Si tratta dei drammatici fatti dell’Hillsborough di Sheffield del 1989, dopo i quali, entrato in vigore il Taylor report, parecchie delle costruzioni dell’architetto scozzese vengono abbandonate, ricostruite o radicalmente modificate. Attualmente solo una dozzina di queste sopravvive sufficientemente vicina all’impianto originale. Il caso più noto è sicuramente il Craven Cottage del Fulham (a sinistra), a Londra, ma anche la struttura della tribuna principale di Anfield è opera sua (risale al 1906), per quanto risulti attualmente impossibile a vedersi, in quanto coperta dai successivi ammodernamenti. Singolare è poi quanto successo a Sunderland, dove le caratteristiche balaustre a disegno incrociato sono state salvate dopo l’abbandono del vecchio Roker Park e disposte come ornamento nel parcheggio del nuovo Stadium of Light.

 

Nonostante i suoi stadi siano progressivamente scivolati verso la scomparsa, e con essi anche la memoria di chi li aveva progettati, resta innegabile che nell’arco di un intero secolo intere generazioni di tifosi – stimabili in diversi milioni di unità – hanno seguito le vicende delle proprie squadre da quegli “stands” e da quelle “terraces” e che milioni di altri appassionati di calcio devono almeno una parte della propria idea del calcio inglese alle forme sviluppate da Archibald Leitch. Un semplice architetto di fabbriche di Glasgow.

 

Archibald Leitch: colui che disegnò il calcio ingleseultima modifica: 2007-11-30T12:17:24+00:00da axelfoley_83
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