2 pensieri su “Sold Out

  1. Mi riferisco alla tua risposta al mio commento sulla “parata del secolo” e più precisamente a Cesarini…
    Per motivi anagrafici (per usare un tuo termine) il modo di dire “in zona Cesarini”, è da me molto conosciuto, visto che era davvero molto usato fino a qualche anno fa (ora un po’ meno, travolto dalla frenesia del calcio moderno) forse perchè il calcio era davvero diverso, era ad esempio impossibile che un 2-0 diventasse un 2-2 (a dire il vero noi della Roma riuscivamo di frequente a farsi rimontare), al limite si poteva aspirare a segnare il gol della bandiera, ma il pareggio era un’impresa che aveva del miracoloso. Farsi rimontare era considerato alla stregua di una sconfitta per 3-0… E i gol negli ultimi minuti erano poco frequenti… La “zona Cesarini” prendeva il nome da Renato Cesarini, un giocatore degli anni 30 che non era nuovo ad imprese del genere. Però credo che la nascita di questo detto fu legata ad un singolo episodio, una partita della Nazionale contro l’Ungheria,si era sul 2-2 e mancavano pochi minuti alla fine. Il pallone era tra i piedi dell’ala azzurra Raffaele Costantino che però non sapeva cosa farne, arrivo Cesarini e 2caricò” il compagno di squadra, spostandolo con una spallata, accennò una finta di passaggio facendo abboccare il portiere e tirò segnando il gol della vittoria. Da allora acqua “la zona cesarini”, un modo di dire che come dici tu prende spunto da un episodio di quasi 80 anni fa e che ormai ben pochi conoscono (la mia fonte è il già citato manuale del Gol…) un po’ come il “Clamoroso al Cibali” (Piccinini e company lo hanno attribuito a Carosio nel 1967 invece fu Ciotti nel 1961)… Però con il calcio di oggi sai dirmi cosa c’è di talmente eclatante o che colpisce la fantasia al punto di essere ricordato per anni? Mah… Pensa che noi romanisti ancora imprechiamo per il gol di Turone del 1981 e ci ricordiamo la formazione dello scudetto 1983 ma non quella del 2001…
    P.S. La truffa di Maradona? Imitazione di una ben più vecchia di Silvio Piola che pareggiò di mano con l’Inghilterra addirittura fingendo una rovesciata!

  2. Però con il calcio di oggi sai dirmi cosa c’è di talmente eclatante o che colpisce la fantasia al punto di essere ricordato per anni? Mah…

    esatto, secondo me questa frase centra in pieno il problema. o meglio, probabilmente ci sarebbe anche qualcosa di abbastanza eclatante da restare nella memoria, ma penso che l’eccesso di quantità del “prodotto” (sic!) finisca per annacquare la percezione che abbiamo della sua qualità. mi spiego: nel nostro campionato ci sono di tanto in tanto gesti ed episodi che per qualità tecnica, spettacolarità, particolarità, sportività o quant’altro meriterebbero di essere oggetto di ricordi da qui a qualche decade. ciò che rende impossibile farlo, secondo me, è che l’appassionato/tifoso – io per primo, per carità – è ormai assuefatto e a fine stagione si è visto 55 partite e si ricorda a malapena (e per forza di cose) cosa è successo nelle ultime 10. figuriamoci se ci possiamo ricordare le emozioni provate mesi prima (a meno di eventi assoluatmente rari, of course).

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